Arte&Storia
Voci nissene: racconta la tua Caltanissetta!
Racconta i tuoi ricordi, aneddoti e tradizioni di Caltanissetta: invia la tua storia alla nostra mail info.vivakalat@gmail.com e fai vivere la città attraverso le tue parole!
Caltanissetta è una città ricca di storia, tradizioni e aneddoti che meritano di essere raccontati. Ogni vicolo, piazza e monumento custodisce storie che parlano di persone, usanze e curiosità uniche, tramandate di generazione in generazione.
Per valorizzare questo patrimonio, il nostro blog lancia una nuova iniziativa: “Voci nissene: racconta la tua Caltanissetta”. Vogliamo che siano proprio i nisseni a farci conoscere la loro città attraverso ricordi, racconti, personaggi celebri o dimenticati, detti popolari, usanze locali o piccoli episodi che hanno segnato la vita della città.
Partecipare è semplice: basta inviare una mail al nostro indirizzo info.vivakalat@gmail.com con il vostro contributo. Non importa quanto sia breve o lungo: ogni storia, ogni aneddoto è prezioso per mantenere viva la memoria della nostra Caltanissetta.
I racconti selezionati saranno pubblicati sul blog, dando voce a chi ama la propria città e vuole condividere la sua storia con la comunità. Insieme possiamo costruire un mosaico di memorie e tradizioni che celebri l’anima di Caltanissetta!
Non lasciamo che i nostri ricordi svaniscano: diventa anche tu narratore della storia della nostra città!
La Fontana del Tritone: simbolo d’identità cittadina
La Fontana del Tritone è oggi uno dei simboli più conosciuti di Caltanissetta, collocata al centro della storica Piazza Garibaldi, il fulcro della vita urbana e sociale della città. Wikipedia
La scultura bronzea raffigura un tritone mitologico — figura metà uomo e metà pesce, figlio di Poseidone e Anfitrite — che tenta di domare un cavallo marino mentre due mostri marini lo insidiano. Questa iconografia richiama la tradizione classica mediterranea, già ripresa da celebri esempi rinascimentali e barocchi in Italia, come la celebre Fontana del Tritone di Bernini a Roma. Wikipedia
L’opera fu modellata nel 1890 dallo scultore nisseno Michele Tripisciano (1860-1913), uno degli artisti locali più apprezzati del suo tempo, conosciuto per le sue sculture dall’eleganza dinamica. Comune di Caltanissetta
In origine il gruppo bronzeo non era destinato alla piazza: si trovava nell’androne di Palazzo del Carmine, residenza dei Carmelitani e poi Municipio cittadino. Comune di Caltanissetta
Arrivo in Piazza Garibaldi
Fu l’architetto Gaetano Averna a pensare il progetto complessivo della fontana per la sua collocazione pubblica, trasformando il gruppo in un monumento d’acqua. Comune di Caltanissetta
La inaugurazione nel cuore della piazza avvenne il 15 dicembre 1956, quando la fontana sostituì un vecchio lampione in ferro a cinque luci, diventando gradualmente il nuovo emblema urbano. Comune di Caltanissetta+1
Curiosità, Restauri e Vita Urbana
Il “Trìtuni” e la piazza
I nisseni guardano al monumento con affetto: spesso lo chiamano affettuosamente “’u Trìtuni” e la sua sagoma stilizzata è usata persino come simbolo grafico della città su gadget, loghi e souvenir. Gemme di Sicilia
Piazza Garibaldi, prima della nascita della fontana, si chiamava Piazza Ferdinando, in onore di Ferdinando II di Borbone — nome poi cancellato nel 1860 con l’arrivo dell’Unità d’Italia e l’intitolazione a Giuseppe Garibaldi. Wikipedia
Restauri e riqualificazioni
Tra fine 2008 e inizio 2009, nell’ambito del progetto “La Grande Piazza”, l’intero spazio venne restaurato e ripavimentato con basoli di pietra lavica. Anche alla fontana furono installati nuovi impianti di illuminazione, che ne esaltano la forma durante le sere estive. Comune di Caltanissetta+1
Nel febbraio 2025 il Comune ha effettuato interventi di manutenzione e pulizia per preservare il decoro e il funzionamento della vasca e degli impianti idraulici, a testimonianza dell’attenzione continua verso questo simbolo cittadino. Comune di Caltanissetta
Curiosità e vita attuale
Durante eventi civici e religiosi la fontana diventa punto di convergenza: nelle celebrazioni della Settimana Santa le processioni e le piccole “Varicedde” si radunano attorno alla fontana, trasformando la piazza in un palcoscenico di fede e comunità. quotidianodigela.it
In occasioni particolari come la Giornata Mondiale del Dono (GivingTuesday) o la Giornata dell’Endometriosi, la Fontana del Tritone viene illuminata con colori simbolici per lanciare messaggi sociali e culturali, facendo del monumento non solo un’opera d’arte, ma anche uno schermo di valori condivisi.
La Fontana del Tritone è oggi uno dei simboli più conosciuti di Caltanissetta, collocata al centro della storica Piazza Garibaldi, il fulcro della vita urbana e sociale della città. Wikipedia
La scultura bronzea raffigura un tritone mitologico — figura metà uomo e metà pesce, figlio di Poseidone e Anfitrite — che tenta di domare un cavallo marino mentre due mostri marini lo insidiano. Questa iconografia richiama la tradizione classica mediterranea, già ripresa da celebri esempi rinascimentali e barocchi in Italia, come la celebre Fontana del Tritone di Bernini a Roma. Wikipedia
L’opera fu modellata nel 1890 dallo scultore nisseno Michele Tripisciano (1860-1913), uno degli artisti locali più apprezzati del suo tempo, conosciuto per le sue sculture dall’eleganza dinamica. Comune di Caltanissetta
In origine il gruppo bronzeo non era destinato alla piazza: si trovava nell’androne di Palazzo del Carmine, residenza dei Carmelitani e poi Municipio cittadino. Comune di Caltanissetta
Arrivo in Piazza Garibaldi
Fu l’architetto Gaetano Averna a pensare il progetto complessivo della fontana per la sua collocazione pubblica, trasformando il gruppo in un monumento d’acqua. Comune di Caltanissetta
La inaugurazione nel cuore della piazza avvenne il 15 dicembre 1956, quando la fontana sostituì un vecchio lampione in ferro a cinque luci, diventando gradualmente il nuovo emblema urbano. Comune di Caltanissetta+1
Curiosità, Restauri e Vita Urbana
Il “Trìtuni” e la piazza
I nisseni guardano al monumento con affetto: spesso lo chiamano affettuosamente “’u Trìtuni” e la sua sagoma stilizzata è usata persino come simbolo grafico della città su gadget, loghi e souvenir. Gemme di Sicilia
Piazza Garibaldi, prima della nascita della fontana, si chiamava Piazza Ferdinando, in onore di Ferdinando II di Borbone — nome poi cancellato nel 1860 con l’arrivo dell’Unità d’Italia e l’intitolazione a Giuseppe Garibaldi. Wikipedia
Restauri e riqualificazioni
Tra fine 2008 e inizio 2009, nell’ambito del progetto “La Grande Piazza”, l’intero spazio venne restaurato e ripavimentato con basoli di pietra lavica. Anche alla fontana furono installati nuovi impianti di illuminazione, che ne esaltano la forma durante le sere estive. Comune di Caltanissetta+1
Nel febbraio 2025 il Comune ha effettuato interventi di manutenzione e pulizia per preservare il decoro e il funzionamento della vasca e degli impianti idraulici, a testimonianza dell’attenzione continua verso questo simbolo cittadino. Comune di Caltanissetta
Curiosità e vita attuale
Durante eventi civici e religiosi la fontana diventa punto di convergenza: nelle celebrazioni della Settimana Santa le processioni e le piccole “Varicedde” si radunano attorno alla fontana, trasformando la piazza in un palcoscenico di fede e comunità. quotidianodigela.it
In occasioni particolari come la Giornata Mondiale del Dono (GivingTuesday) o la Giornata dell’Endometriosi, la Fontana del Tritone viene illuminata con colori simbolici per lanciare messaggi sociali e culturali, facendo del monumento non solo un’opera d’arte, ma anche uno schermo di valori condivisi.
Un capolavoro sulla navata
L'incontro tra tradizione siciliana e talento europeo che unisce fede, scenografia barocca e talento pittorico e trasforma la volta sopra la navata della cattedrale Santa Maria la Nova in un immenso teatro celeste firmato da Guglielmo Borremans.
La Cattedrale di Caltanissetta, dedicata a Santa Mariala Nova, accoglie i visitatori con uno degli apparati decorativi più suggestivi dell’entroterra siciliano. Sollevando lo sguardo verso la volta della navata, si scopre un ampio affresco che trasforma il soffitto in un cielo aperto, popolato di figure sacre e richiami simbolici. L’effetto è quello tipico del pieno barocco: una pittura che vuole dialogare con l’architettura, ampliando lo spazio e coinvolgendo emotivamente chi entra in chiesa.
Il ciclo decorativo è composto da una serie di scene che ruotano intorno ai temi mariani, molto cari alla tradizione religiosa locale. Al centro domina un grande riquadro che celebra la Vergine, attorno al quale si sviluppano episodi biblici, angeli e personificazioni delle virtù. La composizione, ricca ma armoniosa, guida l’occhio lungo la navata fino all’altare maggiore, integrandosi con gli stucchi e le linee architettoniche della chiesa.
La scelta dei colori, spesso caldi e luminosi, contribuisce a creare un’atmosfera di elevazione e speranza. Le figure sembrano muoversi all’interno della scena grazie all’uso dell’effetto prospettico e del trompe-l’œil, molto in voga nell’epoca barocca. L’insieme risulta così un’opera non solo decorativa ma profondamente narrativa, pensata per accompagnare i momenti liturgici e le meditazioni dei fedeli.


